Tra qualche e anno molti appassionati ricorderanno il Giro d’Italia 2016 solo per la clamorosa rimonta di Nibali, alcuni avranno il privilegio di ricordare una tappa in particolare, quella in cui hanno raccolto una borraccia o qualche autografo da esporre in casa come una reliquia. Noi di Ciclismo Ignorante ricorderemo questo giro come la nostra prima esperienza da “cronisti della gente“, in mezzo a voi quando la corsa ha sfiorato le nostre zone, in differita quando la geografia si è fatta meno favorevole.

Vi avevamo chiesto striscioni e fantasia e siamo stati ripagati con centinaia di fotografie che probabilmente ricorderemo per un po’.
Ricorderemo e ricorderete per molto tempo quella frase scritta su un grande pezzo di cartone ed esposta alle spalle del processo alla tappa in quel di Foligno: “DE STEFANO SEI BELLA COME LA RIMONTA DI PANTANI AD OROPA“.

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Quel post è stato visto da trentamila persone e condiviso per quasi mille volte, ma c’è qualcosa che quasi nessuno ha visto, stiamo parlando della scritta che si trovava sul retro di quel cartone “W VITO ORTELLI“.

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Ma chi è ‘sto Vito Ortelli?!” chiedeva il cameraman al ragazzo che con insistenza chiedeva di inquadrarlo e probabilmente ve lo state chiedendo anche voi…

Banalmente la risposta potrebbe essere “Vito Ortelli è il ciclista più anziano ancora in vita ad aver mai indossato la maglia rosa“, ma Vito Ortelli è qualcosa di più: con i suoi 96 anni è infatti l’ultimo baluardo del ciclismo che fu, del ciclismo eroico. Lui che in carriera vinse per due volte la Milano-Torino e che per due volte fu campione nazionale nell’inseguimento individuale; indossò la maglia rosa per cinque giorni nel giro del 1948, ma nonostante la grinta ed il coraggio la perse, foratura dopo foratura, sotto i colpi della sfortuna.

Quel giro lo vinse Fiorenzo Magni, repubblichino di Salò, che non andava così a genio ad Ortelli, cresciuto in una famiglia dichiaratamente socialista. Tantissimi sono gli aneddoti legati a quella corsa rosa, arrivati fino a noi grazie alla penna di Indro Montanelli. Uno su tutti vede Ortelli in fuga con Coppi e Bartali; in prossimità del traguardo Coppi rassicura Ortelli “Oggi tocca a te, Vito“, consegnandogli di fatto la vittoria di tappa, ma in quel momento si alza sui pedali Bartali “No, oggi è l’anniversario della morte di mio fratello, devo vincere io” e parte. Ortelli non replica e lascia andare Bartali, per scoprire solo nel post gara che quella dell’anniversario della morte del fratello non era che una scusa ricorrente usata da Ginettaccio per vincere senza “fastidi”. “Fausto, al contrario, era sempre leale, nella vittoria e nella sconfitta” ricorda, non senza un velo di amarezza, Ortelli.

Storie d’altri tempi, le radici del nostro ciclismo.

W VITO ORTELLI!!

P.B.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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