29 ottobre 1989, Kisovec, minuscolo paesino della Slovenia abitato da sole 1800 anime,  è da qui che parte la nostra storia. Sicuramente nessuno di voi ne avrà sentito parlare, ma in questo non c’è nulla di strano. Per il nostro protagonista però Kisovec rappresenta il luogo di nascita e centro della propria crescita. Stiamo parlando di Primož Roglic.
Come per molti adolescenti di quel paesino pedemontano anche Primoz era affascinato dal salto con gli sci, una disciplina per noi atipica, ma che per la Slovenia rappresenta lo sport nazionale. Col passare degli anni riesce a farsi strada in questo ambiente, diventando da amatore vicecampione europeo nel 2006 e campione del mondo a squadre nel 2007. Col passaggio al professionismo le cose cambiano, Primoz non riesce a confermare quanto mostrato nelle categorie giovanili, non riesce a qualificarsi che per gare minori, insomma, non sfonda.

Così, nel 2012, arriva la decisione di mollare tutto per ricominciare dalle due ruote. Inizia col duathlon, una disciplina che prevede un susseguirsi di frazioni di corsa, ciclismo e di nuovo corsa; chiaramente spicca nel ciclismo, tanto da attirare l’attenzione della KK Radenska, una delle squadre amatoriali più importanti del paese, che lo ingaggia. Dopo il definitivo passaggio al ciclismo riesce ad acquisire costanza nelle prestazioni lungo tutta la stagione e a guadagnarsi la chiamata dell’Adria Mobil, la principale squadra professional del paese.

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La prima stagione è altalenante, mancano grandi affermazioni, ma la sua qualità inizia ad emergere con un 20° posto al Giro dell’Appennino. Dal 2014 si iniziano a vedere i successi: una tappa al Tour dell’Azerbaijan, la classica Croazia-Slovenia e vari piazzamenti nelle competizioni italiane come il Giro del Medio Brenta e di nuovo l’Appennino.

Nel 2015 arriva la consacrazione: vince la generale al Tour dell’Azerbaijan e al Tour di Slovenia, una tappa al Tour of Lake Qinghai e la classifica dedicata agli scalatori della Coppi e Bartali. Questi successi gli valgono la chiamata da una squadra World Tour, la Lotto NL- Jumbo. Arriva per fare il gregario, uno capace di garantire il proprio apporto su qualsiasi terreno, ma già alla Volta ao Algarve dimostra che non è arrivato in Lotto per fare numero, andando a guadagnare un 5° posto nella generale ben al di sopra delle aspettative. Questa prestazione gli vale la convocazione per il Giro d’Italia. Pronti via e lo sloveno fa parlare di sé perdendo la cronometro inaugurale per 11 centesimi, mezza pedalata di troppo,  una curva troppo larga,  un’inezia, un battito di ciglia. Sorpresa per tutti, quasi dispiacere nel vedere un distacco così irrisorio, ma gli è bastata una settimana per rimettere le cose in ordine, vincendo alla grande la cronometro del Chianti, 50km di saliscendi per la definitiva consacrazione.

Ed ora, per favore, smettetela di chiamarlo Secondoz…

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